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ATLETICA

Fortunato dopo il primato del mondo nei 5000 indoor di marcia pronto a scalare i vertici mondiali della disciplina

Intervista esclusiva al marciatore pugliese che, dopo il record di Ancona, è già in Cina per il debutto all'aperto verso le nuove sfide dell'anno

di Ferdinando Savarese
26 Feb 2025 - 15:22
 © Getty Images

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Francesco Fortunato è uno dei principali specialisti italiani nella disciplina della marcia, dove tra l'altro l'anno scorso ha conquistato la medaglia di bronzo nei 20 km degli Europei di Roma, con una costante crescita agonistica che l'ha portato agli albori dei suoi 30 anni, compiuti lo scorso 13 dicembre, in una situazione agonistica ideale per spiccare il volo verso traguardi sempre più prestigiosi, come dimostrato dal primato del mondo sui 5000 metri al coperto realizzato sabato 22 febbraio, nel corso dei campionati assoluti di Ancona, con il tempo di 17’55″65 che ha polverizzato il precedente 18’07″08 del russo Mikhail Shchennikov, del febbraio 1995, ma anche ovviamente quello italiano di Ivano Brugnetti del febbraio 2007 di 18’08″86.

L'atleta pugliese di Andria, che ha iniziato la sua attività sportiva da bambino praticando calcio, nuoto, tennis e pallavolo, si è avviato all'atletica nel 2008 dapprima correndo in corse campestri e gare su pista, ma dal 2009 si è dedicato alla marcia e da allora non ha mai abbandonato tale percorso agonistico, ottenendo subito buoni risultati a livello giovanile per poi proseguire a livello assoluto, sotto la guida inizialmente di Patrizio Parcesepe dal 2013 al 2020, e poi con Riccardo Pisani suo attuale tecnico.

Tra i suoi principali piazzamenti in tutte le primarie manifestazioni internazionali a cui ha partecipato, va ricordato il quinto posto nella 20 km degli europei di Monaco 2022, mentre nel 2024 oltre al bronzo sempre sulla stessa distanza negli europei di Roma, ha avuto l'enorme soddisfazione di vincere la staffetta mista dei mondiali a squadre di Antalya, insieme a Valentina Trapletti, titolo che gli ha garantito l'assegnazione a fine anno del Collare d'Oro da parte del CONI, massima onorificenza possibile per uno sportivo italiano.

Una carriera piena anche di titoli italiani al coperto e all'aperto, oltre che di varie altre affermazioni tra cui su tutte il successo negli europei a squadre di Podebrady nel 2023, ma le tante soddisfazioni provate non l'hanno certo appagato, e ora è carico più che mai per affrontare il percorso del nuovo anno verso i mondiali di Tokyo a settembre, cominciando subito sabato 1° marzo nei 20 km di Taicang in Cina del Race Walking Grand Prix Gold, dove sarà presente pure Massimo Stano che proprio nell'edizione passata migliorò il suo primato italiano sulla distanza con 1h17'26.

© Getty Images

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Francesco una grande impresa che, al di la dello storico primato, credo tu possa interpretare quale un segnale del fatto che la preparazione sta procedendo nel migliore dei modi. Ti aspettavi un simile crono?

"Non mi aspettavo un tempo simile, ma sono partito per battere il record! Era da anni che ci pensavo e negli ultimi 2 mesi era diventato un obiettivo concreto dopo aver fatto diversi allenamenti brillanti che mi avevano dato grande fiducia".

Parlando proprio di preparazione, in quella di quest'anno tu e il tuo tecnico Riccardo Pisani avete introdotto qualche novità?

"Con Riccardo per la prima volta abbiamo introdotto dei lavori di potenza aerobica nella preparazione polarizzando maggiormente il carico di lavoro".

Hai battuto un primato vecchio esattamente 30 anni, giusto la tua età che per un marciatore dovrebbe essere ideale per esprimere il meglio delle proprie potenzialità. Ti senti in questa fase della tua carriera?

"Mi sento assolutamente nel pieno della maturità fisica e mentale, e lo percepisco nella gestione degli allenamenti ma soprattutto delle gare. Penso di avere comunque ancora ampi margini di miglioramento, le discipline di resistenza richiedono anni di lavoro per creare adattamenti sempre migliori".

© Grana/Fidal

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Un 2024 veramente esaltante con la medaglia di bronzo agli Europei di Roma e l'oro mondiale ai campionati di Antalya nella tanto discussa staffetta mista, che ti ha regalato anche la soddisfazione del Collare d'Oro ricevuto a fine anno dal CONI. Come giudichi la tua stagione passata e hai qualche rimpianto?

"La stagione passata mi ha regalato due medaglie importantissime, per cui la giudico estremamente positiva come bottino anche se intimamente so che non è stata quella in cui mi sono sentito più in forma tra allenamenti e gare, se non proprio nel periodo degli Europei di Roma. Purtroppo poi a Parigi non è andata come speravo ma non ho alcun rammarico, mi sono dedicato all'attività agonistica sempre con la massima dedizione".

Tornando alla staffetta mista che in ogni caso per te è stata trionfale, anche se poi non l'hai disputata alle Olimpiadi, perché credi si dica che sia stato ritenuto un esperimento fallito da parte di World Athletics?

"Ho sentito pareri contrastanti a riguardo ma personalmente non ho ricevuto feedback ufficiali che sia stato ritenuto un esperimento fallito. Vedremo cosa decideranno per Los Angeles, anche se poi siamo in balia delle onde con questi continui cambiamenti".

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A proposito di continui cambiamenti, cosa ne pensi della programmazione per gli Europei di Birmingham 2026 di due gare sui 21,097 e 42,195 km, distanze tipiche delle principali corse su strada, in sostituzione della classica 20 oltre che di quella più lunga, tradizionalmente di 50 ma poi diventata negli ultimi anni di 35? 

"Per quanto riguarda il cambio dai 20 ai 21,097 km non sono contento, perché se confermato per sempre dal 2026 significherebbe 'bloccare' i record della disciplina originaria al 2025, anche perché non vedo proprio il senso di aggiungere poco più di 1000 metri alla gara. Per i 42,195 km pari a quelli della maratona potrebbe essere una buona notizia per chi preferiva la distanza lunga quale era la 50 km, in quanto ci si avvicina rispetto alla attuale di 35".

Sabato gareggerai a Taicang in Cina per il debutto stagionale sulla tua gara dei 20 km. Quali obiettivi ti sei posto e hai fatto un pensiero al primato italiano che l'anno scorso Massimo Stano ha fatto nella stessa gara?

"Nei 20 km del World Race Walking Tour Gold, il mio obiettivo è realizzare subito il minimo di 1h19'20 per i mondiali di Tokyo a settembre, con anche la convinzione di poter migliorare il mio personale di 1h18'59. Il primato di Stano che sarà peraltro in gara con me lo considero per ora fuori dalla mia portata, ma nella vita mai dire mai".

Quali saranno i tuoi successivi programmi in funzione dei due principali appuntamenti dell'anno quali campionati europei a squadre di Podebrady a maggio, ma soprattutto i mondiali di Tokyo a settembre?

"Auspicando di risolvere sabato la questione minimo per i mondiali, dopo mi concentrerò totalmente su Podebrady e soprattutto Tokyo, ma nel mezzo non mancherà qualche 10 km molto tirata per testare che la preparazione continui a procedere nel migliore dei modi".

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Hai già realizzato tantissimi sogni che certamente ti eri posto agli inizi della tua carriera, partecipando di fatto a qualsiasi manifestazione internazionale possibile. I sogni però non finiscono mai. Quale è il tuo prossimo?

"Mi è capitato di dichiarare che se dovessi smettere domani sarei già soddisfatto dei risultati ottenuti fino a ora. Per fortuna però sento di poter migliorare ancora ed è questo quello che mi porta a continuare con ancora più grinta e determinazione. Vado step by step, per quest'anno voglio essere tra i primi 8 ai mondiali in Giappone nella 20 km, piazzamento che ancora manca nel mio palmares".

La marcia è certamente una disciplina molto complicata e per praticarla ci vuole passione ma anche infinita dedizione al fine di apprendere nei minimi dettagli tutti gli aspetti tecnici. Pensi di essere nato con una naturale predisposizione in tal senso, e cosa ti ha spinto da piccolo a praticarla?

"Sì credo di essere nato con una predisposizione fisica per questo sport e mentale per gli sport di resistenza, anche se non troppo lunghi. Diciamo che se avessi potuto scegliere la durata di gara dove sento di esprimermi al meglio è sicuramente tra i 15 e i 40 minuti, ma purtroppo la distanza minima olimpica dura circa 1h20 e quindi ho dovuto adattarmi. Anzi dall'anno prossimo hanno pensato bene di aggiungermi pure altri 4 minuti di sofferenza......".

© Getty Images

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