Ai Mondiali di ciclismo su pista di Shanghai, non arriva l'oro per l'Italia nell'inseguimento a squadre, che ci vede conquistare una doppia medaglia d'argento. Nella prova maschile Ganna, Milan, Lamon e la new entry Magagnotti si arrendono infatti alla Danimarca, chiudendo a oltre quattro secondi dal 3.40.865 degli scandinavi. Bronzo ai britannici. Epilogo simile per le azzurre, che terminano nettamente alle spalle della Gran Bretagna (4.04.610): Balsamo, Guazzini, Consonni e Fidanza cedono così il titolo iridato. Bronzo femminile alla Germania.
GARA MASCHILE
L'eterna sfida maschile continua a pendere verso la Danimarca, che conquista il quarto oro consecutivo nell'inseguimento a squadre e sconfigge nuovamente l'Italia, mai in gioco per la vittoria nei Mondiali di ciclismo su pista in corso a Shanghai. La prima medaglia azzurra è dunque un argento, conquistato da Filippo Ganna e compagni nella finalissima disputata quest'oggi. Non c'è partita sin dal via in Cina, coi danesi che girano al primo chilometro in 1'01" e vantano subito mezzo secondo di vantaggio. Un margine che viene aumentato progressivamente, di giro in giro, da un quartetto che è una macchina semplicemente perfetta: Bevort, Leth, Madsen e Pedersen si avvicinano al record del mondo, arrivando a meno di un secondo, e si rendono semplicemente imprendibili per un'Italia che arriva lontanissima dai suoi migliori tempo. Trionfa così la Danimarca, col tempo di 3.40.865, non lasciando scampo ai nostri portacolori: Filippo Ganna, Francesco Lamon, la new entry Alessio Magagnotti e Jonathan Milan chiudono a oltre quattro secondi, col crono di 3.45.596, perdendo tantissimo nella seconda parte di gara. Oro ai danesi e argento all'Italia dunque, mentre il bronzo va alla Gran Bretagna (3.47.245): sconfitta la Francia, crollata nell'ultimo chilometro (3.50.351).
GARA FEMMINILE
Arriva un'altra medaglia d'argento dalla gara conclusiva del programma odierno, ovvero l'inseguimento a squadre femminile. L'Italia paga il durissimo turno preliminare mattutino contro la Germania, poi medaglia di bronzo, e viene nettamente sconfitta dalla Gran Bretagna. Le azzurre cedono così lo scettro mondiale conquistato un anno fa e l'inseguimento ci regala dunque un doppio argento che certifica la bontà del nostro movimento, ma evidenza anche un ampio margine dalla nazione vincitrice. Chiara Consonni, Elisa Balsamo, Martina Fidanza e Vittoria Guazzini cedono infatti nettamente dopo un ottimo primo chilometro, che le aveva viste conquistare un vantaggio di un secondo sulle rivali, venendo superate nel secondo chilometro e scivolando sempre più indietro rispetto alle rivali. La Gran Bretagna prende il volo e conquista un meritato oro col tempo di 4.04.610, mentre l'Italia chiude a oltre cinque secondi (4.09.967) peggiorando il tempo mattutino di oltre tre secondi. Un risultato nel complesso deludente, ma il calo d'energie delle azzurre in una giornata caotica è stato evidente: oro alle britanniche dunque, argento tricolore e bronzo alla Germania per soli due decimi, sconfiggendo l'Olanda. L'Italia chiude così la giornata con due secondi posti e due piazzamenti: 13a Rachele Barbieri nell'elimination race femminile (vince Kopecky), 18° Davide Stella nello scratch maschile vinto dal britannico Bostock.