Il triennale da €12 milioni della stella del Barcellona e quello da €13.5 mln di Nunn al Panathinaikos stanno alzando l'asticella: ecco chi batterà cassa a breve
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L'Eurolega, si sa da diverse stagioni, non è riconosciuta come una competizione che permetta una progettualità sul lungo periodo. Ettore Messina, uno che Eurolega l'ha vista nascere e probabilmente la vedrà "morire", ha recentemente ammonito: "L'Eurolega è uno show sul campo, ma non è più sostenibile". Le notizie, ufficiali o ufficiose, delle ultime settimane dipingono però un quadro diverso, almeno all'apparenza.
Al rinnovo di contratto proposto dal Panathinaikos a Kendrick Nunn (formalmente non ancora accettato) sono seguite le prime mosse nero su bianco delle squadre di EL, per blindare alcuni elementi del proprio nucleo per più stagioni. Più che il biennale strappato da Niels Giffey al Bayern Monaco, ad attirare l'attenzione generale è stato l'annuncio del Barcellona relativo a Kevin Punter.
I €12 milioni destinati al classe '93 del Bronx mettono anche a tacere gli spifferi che avrebbero voluto Punter nuovamente a Milano: corteggiato per la seconda volta da Ettore Messina nelle ultime settimane del 2024, la guardia blaugrana ha infine accettato la proposta catalana. Ad oggi, Punter sarebbe il secondo giocatore più pagato della prossima Eurolega, al di sotto solamente dello stipendio annuale da $4,1 mln riconosciuto dall'Olympiacos a Sasha Vezenkov.
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La trattativa tra l'ex Virtus e Olimpia e la dirigenza del Barça crea inevitabilmente un precedente: Punter vivrà tutto l'ultimo anno di contratto da 34enne, con le incognite che una dozzina di anni di carriera europea alle spalle portano con sé. Il "peso" di un contratto così a lungo termine e così oneroso sarà da valutare solo in parte in ottica Financial Stability and Fair Play Regulations: il buonsenso consiglia che Punter sia uno dei futuri Anchor Players, il cui contratto non sarà incluso nel calcolo del cap del Barcellona.
L'effetto domino che potrebbe scatenarsi a breve, invece, avrà grande influenza sulle scelte delle dirigenze di Eurolega: se un 31enne, pur con un talento fuori categoria come quello dello #0 del Barcellona, è in grado di determinare a tal punto il progetto di una delle favorite per il titolo per un triennio, cosa potranno fare gli altri? Chi ispirerà altrettanta fiducia, tecnica ed economica, nelle big europee?
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Quelli già "sistemati", dando per assodata la permanenza di Nunn al Panathinaikos fino al 2028, sono due dei migliori centri di Eurolega: Walter Tavares (Real Madrid, scadenza 2029) e Mathias Lessort (Panathinaikos, 2028) hanno rinnovato negli scorsi mesi. Per entrambi, si ipotizzano un paio di milioni abbondanti a stagione: soprattutto per il capoverdiano, che concluderà l'accordo coi Blancos a 37 anni, i dubbi si sprecano. Davvero il Real Madrid non avrà almeno un paio di giocatori più pagati di Tavares nei prossimi anni, che non lo smarcherebbero dal conteggio per evitare il pagamento della luxury tax? O meglio: davvero il Real Madrid accetterà di stare ancora in un Eurolega dal tetto massimo di €12 mln stagionali come salari di squadra nel 2027/28 (prima stagione in cui il FFP entrerà davvero in gioco, dopo un biennio di transizione)?
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Supponendo che sì, tra 3 anni il progetto di NBA in Europa non avrà già costretto le grandi del Vecchio Continente a ricalibrare in anticipo le visioni future e l'Eurolega avrà ancora senso di esistere, i nomi potenzialmente interessati a muovere contratti milionari non mancano. Chima Moneke, in uscita dal Baskonia in estate; Carsen Edwards, in scadenza a breve come altri importanti elementi della rotazione del Bayern (Booker, Weiler-Babb, Napier); TJ Shorts, personaggio all'apparenza nato per essere l'uomo immagine di una squadra, vedrà terminare il biennale firmato con Paris nell'estate 2023 tra pochi mesi; Carlik Jones ha l'aria da uomo franchigia, e non è detto che giugno 2026 sia un termine sufficientemente lontano per impedire al sudsudanese e al Partizan di rinegoziare gli accordi.
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In tono leggermente minore ci sono poi le manovre delle italiane. Nikola Mirotic mantiene ancora una possibilità di uscita dal contratto da $2.5 mln con l'EA7 Emporio Armani Milano, esercitabile nella prossima estate: potrebbero esserci alternative, magari tra le aggiunte che comporranno l'ipotizzato format a 20 squadre, che gli riconoscerebbero uno stipendio simile. Discorso simile per Toko Shengelia, la cui permanenza alla Virtus Bologna è in dubbio per via del probabile ridimensionamento complessivo del budget. L'Eurolega, insomma, una bolla che sembra sul punto di scoppiare.