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TURCHIA

Mourinho, la "presa per il naso" a Buruk e i precedenti: dalle manette al dito nell'occhio a Vilanova

Lo Special One rischia fino a 10 giornate di squalifica

03 Apr 2025 - 14:39
 © Getty Images

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Josè Mourinho non si smentisce mai: la rissa generata dalla "presa per il naso" dell'allenatore del Galatasaray, Okan Buruk, è solo l'ultimo degli episodi controversi, per usare un eufemismo, che hanno visto protagonista l'allenatore portoghese del Fenerbache.

Dal gesto delle manette in Inter-Sampdoria del febbraio 2010, quando allenava l'Inter, a quello delle orecchie rivolto ai tifosi della Juventus in occasione del match di Champions League dello Stadium contro il suo Manchester, dopo che il Red Devils rimontarono il gol iniziale di CR7. Passando per uno di quelli più discussi, nella Supercoppa di Spagna nel 2011, quando mise il dito nell'occhio a Tito Vilanova, vice di Guardiola al Barcellona.

Per altro non è la prima volta che il tecnico portoghese scalda gli animi in Turchia, dividendo l'opinione pubblica. Lo scorso novembre, dopo un rigore non assegnato a suo favore nella vittoria contro il Trabzonspor disse: "Credo che a Londra solo mio figlio veda la Lega turca. Nessun altro. Pubblicherò il rigore sul mio Instagram, che credo abbia più di cinque milioni di seguaci, in modo che all'estero sappiano cos'è la lega turca".

Parole pesanti quelle del portoghese che poi rincarò anche la dose: "Prima di venire al Fenerbahçe non vedevo la Lega turca. È troppo grigio, è troppo scuro, puzza. Ma questo è il mio lavoro. Darò tutto per il mio lavoro, per il mio club".

La tensione, con il Fenerbahçe secondo in campionato per tutta la stagione dietro al Galatasaray, è stata in crescendo. I suoi tifosi lo hanno eletto capopopolo, ma il suo atteggiamento al limite del provocatorio ha stancato i detrattori e spostato i neutrali dalla parte di chi lo sopporta a stento.

Poco più di un mese fa a Mourinho erano state inflitte quattro giornate di squalifica dopo il derby di Istanbul: il tecnico portoghese aveva preso due turni per razzismo, avendo detto ai componenti della panchina avversaria che "saltavano come scimmie", e altre due per una frase ritenuta offensiva riferita al quarto uomo, che si era anche detto intenzionato a denunciare il portoghese.

Prima ancora c'era stato un botta e risposta via social con Mauro Icardi, che gli aveva dato del "piagnucolone", a sua volta definito dal portoghese una "capra". Dopo la presa per il naso di ieri la grande incognita ora è vedere quale sanzione ricadrà su Mou, che dovrà di nuovo comparire davanti al consiglio di disciplina della Federazione di Ankara. In attesa del rapporto dell'arbitro, in Turchia si ipotizza che l'allenatore del Fenerbahçe si esponga a una sanzione da una a tre partite se accusato solo di "condotta antisportiva". Se invece verrà ravvisata l'"aggressione" la punizione aumenta significativamente: diventerebbe da 5 a 10 partite o una sospensione da 45 a 90 giorni.

"Il Fenerbahce dovrebbe sanzionare il suo allenatore, prima che lo faccia la federazione", è stata la dura posizione del Galatasaray dopo il derby di Coppa di Turchia. Il vicepresidente del Gala, Metin Ozturk, si è chiesto "in quale altra parte del mondo può succedere qualcosa del genere", e cosa "può pensare il mondo del calcio turco" dopo un episodio del genere. E la permanenza di Mourinho in Superlig, a questo punto, potrebbe avere le ore contate.

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