VERSO INTER-SHAKHtAR

Inter, Chivu: "Non siamo perfetti, sono il primo colpevole. Ma sembra che abbiamo l'obbligo di vincere e gli altri no"

Il tecnico nerazzurro alla vigilia del match contro gli ucraini: "Non siamo perfetti. Dovremo avere l'atteggiamento giusto, sarà partita difficile"

20 Ott 2026 - 15:43
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Una test di squadra ma anche un esame 'individuale': che l'Inter debba vincere contro lo Shakhtar Donetsk è un dato di fatto, lo dice la classifica, ma che Cristian Chivu debba scrollarsi di dosso le tossine e le critiche, mirate e personali, dovute alle ultime quattro sconfitte consecutive in Champions League, addirittura sette nelle ultime otto apparizioni europee, è una altrettanto chiara necessità.

Il tecnico nerazzurro viaggia veloce in campionato - lo ha fatto l'annata scorsa, lo sta rifacendo ora - in Europa è tutt'altra storia. Mentalità? Atteggiamento? Tattica? Gap tecnico? Dopo i ko contro Real e Bruges, tutto è stato detto e scritto, molto è stato imputato a lui direttamente. Da qui, per indirizzarsi verso l'obiettivo minimo dei play-off, l'imperativo di trovare i primi tre punti: "Voglio che i miei si divertano anche nelle avversità, bisogna essere consapevoli dell'importanza delle partite, devono prendersi responsabilità senza perdere di vista il gioco. Così facendo è più facile vincere".

Eppure in Europa da tempo non abbondano le soddisfazioni: "Non c'è bisogno di ricordarlo, sappiamo che veniamo da due sconfitte e da altre in passato. Ma voglio che ci concentriamo su quello che dovremo fare domani per portare a casa il risultato". Sarà un match duro: "Come tutti quelli di Champions, i nostri avversari non hanno niente da perdere e hanno ambizione: dovremo avere l'atteggiamento giusto per portarla a casa". Ma l'Inter può vincere la Champions? "Rispondiamo (si riferisce anche a quanto è stato chiesto a Bastoni al suo fianco in conferenza, ndr) a domande come questa per educazione, per noi è un sogno. Ma ora comunque conta vincere domani, questa è l'unica priorità".

Chivu non pensa a cambi strutturali: "Le parole dopo il Bruges? Parlavo di me stesso, di come mi approccio al gruppo, di spiegargli meglio alcune cose. Sono preoccupato ma di come trovare la chiave giusta, mi riferivo a quello. Quando le cose non vanno bene non punto mai il dito verso i giocatori. L'allenatore è il primo colpevole, devo migliorare io prima di tutto: non dimentichiamo che questo gruppo gioca da anni sotto pressione e anche per questo da 7 anni sono competitivi".

Si ritorna poi su come ha motivato la squadra a Bologna nell'intervallo, descritto come infuocato: "Se si parte male è colpa mia, giusto? E se nel secondo tempo cambia il risultato è merito mio? No, è una somma di cose. A me interessa che si mantenga sempre la nostra identità, l'adattamento alla partita, la reazione. Ci sono anche gli avversari, sono 7 anni che vogliono battere l'Inter. Io parlo piano, rido, scherzo e mi arrabbio ma mi avete sentito urlare? Considero i miei giocatori come figli, se anche mi arrabbio il mio amore per loro non cambia".

Infine, viene chiesto a Chivu dei troppi gol subiti soprattutto nel primo tempo: "Non siamo perfetti e non vogliamo essere dipinti come la perfezione ma neanche che diventi un dramma nazionale se l'Inter perdere. Abbiamo problemi come tutti ma mi interessa che il gruppo faccia di tutto per portare a casa il risultato. C'è la sensazione che l'Inter abbia un obbligo e gli altri no: non va bene".