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L'ANALISI

L'Inter non molla niente, in corsa su tre fronti e con la spinta verso Napoli: Inzaghi ora si gode anche le seconde linee

In Coppa Italia decisivi Arnautovic e Correa, Calhanoglu ritrova il gol e Zielinski conferma personalità e qualità. Al di là degli infortuni i nerazzurri viaggiano sulle ali dell'entusiasmo

di Giulia Bassi
26 Feb 2025 - 08:06
 © ansa

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Ai tempi di Mourinho si diceva: meglio una squadra stanca ma vincente. L'Inter che batte la Lazio e si guadagna la semifinale di Coppa Italia resta in corsa su tre fronti e si prepara alla sfida scudetto col Napoli con l'euforia di una vittoria e di un percorso in cui i nerazzurri dimostrano di non voler mollare niente. Il 2-0 sulla squadra di Baroni è arrivato facendo tanto turnover, ritrovando i gol di Arnautovic e Calhanoglu e, di conseguenza, un entusiasmo che le ultime faticose uscite aveva un filo appannato.  

L'Inter, dunque, non sceglie. Probabilmente qualche tifoso non si sarebbe disperato in caso di sconfitta con la Lazio, sconfitta che avrebbe evitato un doppio derby ad aprile (l'Inter si giocherà col Milan la finale di Coppa Italia in doppia gara) ma soprattutto avrebbe permesso ai nerazzurri di concentrarsi su campionato e Champions. Non la pensano così Inzaghi e i suoi ragazzi: il tecnico ha sì scelto di fare molti cambi contro i biancocelesti (lasciando fuori all'inizio Bastoni, Acerbi, Barella, Mkhitaryan, Lautaro e Calhanoglu, oltre a un Thuram ancora non recuperato) ma la sua squadra ha giocato per vincere e per andarsi a prendere la semifinale. 

Le risposte migliori sono arrivate da Josep Martinez (alla seconda da titolare dopo lo stop di Sommer e ancora decisivo), Zielinski (sempre con giocate di qualità in mezzo al campo), Arnautovic (non solo per il gran gol ma anche per l'atteggiamento di corsa e sacrificio) e Calhanoglu, entrato per Asllani e in gol su rigore: il turco è reduce da un periodo di appannamento fisico e di prestazioni e aver ritrovato la rete può essere il segnale per riaverlo al meglio. Anche Frattesi ha dato buone indicazioni, tra accelerazioni, recuperi e inserimenti nel vivo del gioco. Persino Correa, uscito presto e senza incidere col Genoa, è entrato con decisione contro la Lazio e si è procurato il rigore con una gran giocata in area. 

Inzaghi si appresta, dunque, a preparare la trasferta scudetto di Napoli con un pieno di fiducia ed entusiasmo, perché anche le cosiddette seconde linee, quelle che spesso sono state accusate di non essere all'altezza dei titolari, hanno dato risposte incoraggianti. Il più timido resta Asllani, il meno positivo della sfida del Meazza così come Taremi, ma anche Bisseck è stato preciso e puntuale e un De Vrji impeccabile ormai non è più una novità.

Al Maradona Inzaghi spera di riavere Thuram al fianco di un Lautaro riposato mentre saranno da valutare Darmian, Carlos Augusto e Zalewski. Per il resto è probabile che l'allenatore piacentino si affidi al suo 11 di riferimento. La notizia, semmai, sono i segnali di vita degli attaccanti dietro la ThuLa: per un Taremi ancora in ombra, ci sono state le giocate decisive di Arnautovic e Correa, il cui contributo da qui a fine stagione può essere determinante.

Per un'Inter impegnata sui tutti i fronti poter contare su una squadra come quella che ha battuto la Lazio fa tutta la differenza del mondo. Napoli e Atalanta sono focalizzate solo sul Campionato mentre i nerazzurri restano convintamente in corsa anche nelle Coppe, in Italia e in Europa: e lo fanno grazie alle risposte di una rosa che si è sempre detto essere la più completa ma che in alcuni passaggi ha girato a vuoto. 

L'Inter di febbraio (lenta, in difficoltà fisica, sterile nella produzione offensiva e poco affamata) sembra un brutto ricordo, scacciato dai risultati, dalle qualificazioni e dal primo posto in classifica ritrovato proprio nel momento più difficile. E proprio nel momento più delicato Inzaghi sta trovando, o ritrovando, soprattutto le risposte da giocatori mancati nell'ultimo periodo (Calhanoglu su tutti). Serve ritrovare anche una condizione atletica evidentemente condizionata da scelte fatte per non avere cali in primavera. Nell'attesa di ritrovare la vera Inter qualche segnale importante sta arrivando e soprattutto arrivano le vittorie: al di là della stanchezza, il modo migliore per preparare qualunque gara. 

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