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L'ANALISI

Il Milan perde l'ultimo treno per la Champions: giorni di riflessione su Conceiçao

Il Diavolo rimane a -8 dal quarto posto della Juve e il destino del tecnico portoghese sembra ormai segnato

28 Feb 2025 - 09:49

La sconfitta di Bologna, la seconda consecutiva, pesa come un macigno sulle speranze Champions League del Milan, che rimane a 41 punti a ben 8 lunghezze (9 considerando gli scontri diretti in svantaggio) dal quarto posto della Juventus. Ipotizzando quota 70 come sufficiente per centrare un piazzamento nell'Europa che conta, al Diavolo ne mancano 29 sui 36 ancora a disposizione. Davvero troppi anche per una squadra in lotta per lo scudetto, figurarsi per una che da inizio stagione non riesce a trovare continuità di risultati e non dà mai la sensazione di avere in pugno il match, nemmeno nelle pochissime volte (come ieri al Dall'Ara) quando riesce a passare in vantaggio. 

La rimonta subita al Dall'Ara sancisce anche il fallimento del progetto Sergio Conceiçao: senza quarto posto, anche una vittoria della Coppa Italia (dopo il successo nella Supercoppa Italiana) non basterà al tecnico portoghese per salvare la panchina. Panchina che comunque scotta già e i prossimi saranno giorni di riflessione che potrebbero anche portare a un clamoroso divorzio. Il fallimento di Conceiçao è anche il fallimento di Ibra e dirigenza, che hanno provato a mettere una pezza nel mercato di riparazione con gli acquisti di Gimenez, Joao Felix, Walker, Sottil e Bondo ma la toppa sembra essere peggiore del buco.

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Simbolo di questo Milan deludente è Joao Felix, emblema del 'vorrei ma non posso'. Il portoghese da quando è arrivato è sempre stato titolare, a parte in Coppa Italia al debutto, peraltro l'unica gara in cui ha trovato la via del gol. Per fargli posto, Conceiçao ha di volta in volta sacrificato Leao o Pulisic, ma l'ex Chelsea non è mai stato decisivo. Quando ha la palla tra i piedi la sensazione è che possa creare qualcosa, ma nei fatti gli sono sempre mancati la giocata o il guizzo che giustificassero il suo utilizzo. Per schierarlo è stato anche arretrato Reijnders, straordinario in zona gol in questa stagione, in un ruolo che sa fare ma che non predilige. La squadra gioca con poca fluidità e senza continuità e la maggior parte delle vittorie è arrivata più grazie ai nervi che a un gioco corale. Anche Gimenez pare aver perso lo smalto delle prime partite: pronti e via si è divorato il gol, poi si è riscattato con l'assist a Leao ma è stato davvero troppo poco al centro del gioco, toccando una manciata di palloni e stop.

Conceiçao ha avuto l'alibi del poco tempo a disposizione per allenare la squadra e ha pagato anche a caro prezzo certi regali dei suoi: Maignan con il Feyenoord all'andata, la sciocca espulsione di Theo al ritorno e l'autogol comico di Thiaw contro il Torino colpito dal rinvio del portiere francese. Errori madornali di concentrazione, figli anche di una mancanza di tranquillità che l'ex allenatore del Porto non è riuscito a trasmettere. Il risultato è che la Champions è un miraggio, così come la conferma di Conceiçao (sempre più nervoso) in panchina

Milan, per la Champions ora serve un miracolo

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