Il tecnico rossonero: "La mia situazione? E' semplice: se mi dicono che non vado bene, prendo le valigie e vado via"
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Un'altra giornata nera, un'altra sconfitta e la Champions che se ne va. L'occasione per accorciare sulla Juve, quarta in classifica, sfugge a un pessimo Milan e Sergio Conceiçao, a fine gara, non può certamente essere felice, tanto più che ci sono un paio di situazioni, sul gol del pari di Castro (tocco di mano di Fabbian, che di fatto diventa un assist) e su quello del 2-1 firmato da Ndoye (palla che sembra uscita prima del cross di Cambiaghi), che non convincono il tecnico rossonero: "C'è un fallo clamoroso di mano sul loro primo gol e sul secondo ho visto che la palla era uscita dalla linea laterale. Non me lo hanno detto, l'ho proprio visto. Noi dovevamo fare di più ma tutti gli episodi negativi per noi diventano positivi per l'avversario. Dobbiamo capire cosa abbiamo sbagliato ma abbiamo fatto anche cose buone. Ci sono stati errori nostri e anche di un'altra squadra (quella arbitrale?) che poi si sono rivelati decisivi. Non è solo l'arbitro il colpevole di questa sconfitta, mi metto io per primo, ma sono cose che succedono sempre".
Dalla sconfitta contro il Bologna al suo futuro il passo è brevissimo... "Tutti i giorni si parla della mia situazione e non è giusto. Ma io sono tranquillo perché la situazione è semplice: se mi dicono che non servo più prendo le valigie e vado via, non voglio nemmeno un euro in più. Ho quasi 100 partite in Champions ma tutti i giorni si divertono a parlare di me. Sento tante cattiverie su di me come se venissi dal nulla eppure in 5 anni ho sempre eliminato squadre italiane che erano più forti del mio Porto... Ho bisogno di un po' di rispetto come persona, scusate il mio sfogo”.
LEAO: "PARTITA STRANA, MA ABBIAMO GIOCATO COME VOLEVA IL MISTER"
Molto amara anche l'analisi di Rafa Leao: "Situazione difficilissima, ovvio, ma ci sono tante partite ancora da giocare. Ora proviamo a giocare una buona partita in casa contro la Lazio per far vedere a tutti cosa possiamo fare. Oggi è stata una partita strana, non abbiamo fatto un buon calcio, ma abbiamo giocato come voleva il mister, cioè con la palla lunga: il gol è arrivato così. Atteggiamento fantastico nel primo tempo, stavamo bene in campo, tatticamente tutti a posto. Poi abbiamo presto un gol strano e non ne voglio parlare. Ma oltre a quello, l'atteggiamento del primo tempo, se l'avessimo messo anche nel secondo tempo, sarebbe stata una partita diversa. È colpa nostra".
E ancora: "È un periodo così, ma noi sappiamo che ora dobbiamo far vedere qualcosa in più. La questione è entrare in Champions o meno, e noi tutti vogliamo giocarla. Sono sicuro che questa partita a San Siro può essere un punto di partenza".