Il dirigente è inibito fino all'11 luglio e il club rossonero ha preso altre strade
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In casa Milan la questione ds continua a tenere banco. I contatti e il dialogo con Fabio Paratici sono proseguiti fino a ieri sera, ma l'ex ds di Juve e Tottenham è di fatto uscito dai profili che Giorgio Furlani stava valutando con attenzione. L'intesa definitiva con i rossoneri non è stata trovata e sul dirigente, alle prese anche con altre tre offerte economiche più importanti, hanno pesato alcune considerazioni sull'inibizione fino all'11 luglio in relazione all'inchiesta plusvalenze.
Una situazione che dal punto di vista regolamentare prevede limitazioni pesanti sul piano operativo per il diretto interessato e anche eventuali rischi per il club rossonero in caso di violazioni. Ma vediamo nel dettaglio, cosa Paratici avrebbe potuto fare e cosa no al Milan fino alla fine della sua squalifica e cosa sarebbe potuto succedere al club rossonero se il regolamento venisse infranto in qualche maniera.
COSA NON PUÓ FARE PARATICI
L'articolo 9 del Codice di giustizia sportiva della Figc dedicato alle "sanzioni a carico di dirigenti, soci e tesserati delle società" prevede i seguenti divieti:
- Divieto di rappresentare la società di appartenenza in attività rilevanti per l’ordinamento sportivo nazionale e internazionale
- Divieto di partecipare a qualsiasi attività degli organi federali
- Divieto di accesso agli spogliatoi e ai locali annessi
- Divieto di partecipare a riunioni con tesserati o con agenti sportivi
In sostanza nel ruolo di ds Paratici fino all'11 luglio avrebbe pochissimi margini di manovra da un punto di vista operativo e non potrebbe condurre alcuna trattativa di mercato con gli agenti.
COSA PUÓ FARE PARATICI
Al netto della possibilità di svolgere attività amministrativa e di partecipare e rappresentare, anche con l'esercizio del diritto di voto, la propria società nelle assemblee della lega di competenza relativamente solo a questioni di natura patrimoniale, nel periodo di inibizione Paratici potrebbe:
- Recarsi nella sede del club rossonero e lavorare con Giorgio Furlani e gli altri dirigenti del Milan
- Andare a Milanello per assistere gli allenamenti, ma senza partecipare a riunioni con tesserati
I RISCHI PER IL MILAN
Se Fabio Paratici non rispettasse le norme imposte dal regolamento per la sua inibizione, si aprirebbe un nuovo procedimento a suo carico e potrebbe rischiare un'altra squalifica. Le conseguenze però non ricadrebbero solo sul dirigente, ma anche sul club che lo ha ingaggiato e sulle persone coinvolte nell'eventuale violazione del regolamento. Nel dettaglio, dunque, il Milan dovrebbe rispondere per responsabilità oggettiva di un suo tesserato e anche gli agenti entrati in contatto col ds prima dell'11 luglio potrebbero essere sottoposti a un procedimento.