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VERSO IL BIG-MATCH

L'emergenza aguzza l'ingegno di Conte: un Napoli tatticamente inedito per l'Inter

L'allenatore degli azzurri si ritrova, per l'ennesima volta in stagione, a fare i conti con infortuni pesanti

26 Feb 2025 - 09:38
 © Getty Images

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Quando a qualcuno passa per la testa il concetto secondo il quale gli allenatori contano poco o nulla, dovrebbe andare con la mente a quel signore che, molto spesso, quando guida una squadra è solito portarla in zone alte di classifica. Antonio Conte è arrivato a Napoli dopo una stagione allucinante ed è secondo, un punto dietro l'Inter in attesa dello scontro diretto di sabato al 'Maradona', nel bel mezzo di un periodo in cui gli è stato venduto il giocatore migliore e continua a vedere pezzi importanti del suo scacchiere finire in infermeria.

L'ultimo in ordine di tempo è Anguissa, e qui la beffa è doppia visto che è stato risparmiato per buona parte della gara persa con il Como, proprio per evitargli un eventuale giallo che lo avrebbe tenuto lontano dal big-match con i nerazzurri. Con Neres ancora fuori, Buongiorno, Olivera e Spinazzola appena recuperati, l'assenza, anche a rosa completa, di valide alternative in certi ruoli, tende a dare un lustro ancora maggiore alla classifica di questo Napoli.

Conte è arrivato e ha cambiato le logiche a cui ci aveva abituati: difesa a tre, movimenti codificati e punte vicine per scambiare in velocità e far entrare in corsa le mezze ali. O meglio, c'è stato anche questo ma con variazioni di sistema (il 4-3-3), di sviluppo (i terzini che diventano centrocampisti in zona avanzata) e di modalità di pressing. Con l'Inter all'andata, per esempio, si è visto un aggressivo uomo su uomo. 

Ci si chiede dunque, alla luce anche di chi c'è a disposizione, cosa possa scegliere Conte per la partita di sabato. Mettersi a specchio con la capolista agevolerebbe il pressing individuale, con la coppia Lukaku-Raspadori chiamata a chiudere su due dei tre centrali interisti (con il terzo preso dall'avanzata di McTominay), la parità numerica sulle fasce, con Politano e Spinazzola a coprire le corsie esterne e Billing a sostituire Anguissa in un classico 3-5-2. I rischi ci sarebbero solo sulla tempistica dell'uscita di uno dei tre centrali (Di Lorenzo, Rrahmani e Buongiorno) su una delle mezze ali nerazzurre per ristabilire la parità numerica. L'altra difficoltà è quella di riuscire a gestire, in una marcatura individuale, le rotazioni con cambi di posizione della squadra di Inzaghi.

L'alternativa è il ritorno del 4-3-3. Con questo sistema i tre davanti sarebbero in parità numerica con i difensori avversari, e la presenza di giocatori capaci di sacrificarsi, come Politano e Spinazzola, ai lati di Lukaku, consentirebbe di non temere troppo le avanzate dei centrali dell'Inter. Per ovviare all'eventualità di costringere Lobotka a percorrere troppi metri per prendere il regista nerazzurro, si potrebbe propendere per un 4-2-3-1, con McTominay trequartista centrale alle spalle di Lukaku.

Le soluzioni non mancano, insomma, nemmeno nell'emergenza. Soprattutto per un allenatore capace di vincere su praticamente tutte le panchine su cui si è seduto. 

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