L'attaccante belga a Radio CRC: "Scudetto? Inter favorita, siamo onesti. Ogni gara è una finale"
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A due giorni dal big-match contro il Milan, Romelu Lukaku ha concesso una lunga intervista a Radio Crc rivelando, tra le altre cose, un retroscena sul suo arrivo al Napoli. "La telefonata di Conte? È arrivata molto prima di agosto. Dopo un minuto avevo già accettato, non c’è nulla da dire - ha spiegato l'attaccante belga -. Sappiamo di cosa abbiamo bisogno, non abbiamo bisogno di parlare tanto. Non sono privilegiato, anzi con me è il mister è più duro perché si aspetta di più da me, ma m piace. Mi ha fatto crescere e per questo lo ringrazio".
Sulla lotta scudetto. "L’Inter è la favorita, hanno la rosa più grande e giocatori di qualità, bisogna essere onesti. L'Atalanta sta avendo il passo per lottare per il campionato, Dopo la vittoria dell’Europa League hanno capito che può essere l’inizio di un ciclo. Non so cosa sia successo l’anno scorso, ma se guardiamo questa stagione nessuno pensava che ci saremmo ritrovati qui. Adesso però ci siamo e dobbiamo lavorare di più per vedere dove si può arrivare. C’è un sogno ma per realizzarlo si deve spingere ogni giorno ed essere pronti mentalmente”.
Lukaku ha anche parlato del suo impatto con la città. "Dopo un paio di giorni già sai di rappresentare un popolo. Ho subito capito che Napoli è tutto per la gente. Da anni Dries mi parlava di tutto questo. Ero già preparato, ma quando sono arrivato ho sentito davvero l'amore e la passione della gente. Per noi giocatori questa è una carica incredibile. Per un giocatore è una sensazione unica. Io sono concentrato sul campo ma è bello sentire il calore e l'affetto della gente".
Il primo gol al Maradona. "Quando sono entrato durante il riscaldamento non ho mai sentito un calore così dai tifosi. Dopo la partita chiesi a Mertens se è sempre così".
Sul gruppo e il rapporto con i compagni di reparto. “La comunicazione tra noi attaccanti è fondamentale. Io, Cholito e Jack dobbiamo parlarci sempre. Ognuno ha qualità diverse ma sappiamo giocare insieme, e questo rende il compito dell’allenatore un po' più facile. Lavoriamo per la squadra e poi vengono i risultati. Quando siamo fuori dal campo abbiamo un gruppo speciale. Giochiamo a Call of Duty ogni martedì sera, tutti insieme. Siamo davvero uniti dentro e fuori dal campo".
Contro il Milan caccia al gol numero 400 in carriera. "È una cosa incredibile ma è più importante il risultato di squadra. Giochiamo contro una squadra forte e di qualità, ma ci prepariamo bene e vediamo il risultato finale. Sono fiducioso. Quello col Milan all’andata è stato il mio gol più bello della stagione".
Il suo discorso in Nazionale è diventato virale. "Non avevo visto quella camera lì presente, dovevo mandarla via (ride, ndr). Comunque dobbiamo pensare partita per partite e poi vediamo dove arrivare. Per noi ogni gara è una finale e la prepariamo così anche in allenamento".
Il belga non chiude a un futuro da allenatore. "A volte ci penso. A fine stagione farò una settimana di corso per avere un’idea e la sensazione per pensare se lo potrò fare".