L'ex fischietto, ora moviolista a Mediaset, fa chiarezza sugli episodi di Juve-Verona
Dopo il fantastico gol annullato a Suslov nel corso di Juventus-Verona, non sono mancate le polemiche arbitrali. La decisione del fischietto Marchetti su segnalazione del Var (a Lissone c'erano Pezzuto e Fabbri), è arrivata a causa del fuorigioco di Faraoni, con il tiro dello slovacco che è arrivato dopo circa 20 secondi. L'intervento di Di Gregorio, il quale smanaccia la palla, non dà il via a una nuova azione come conferma anche l'ex fischietto Graziano Cesari al nostro sito: "Quella del portiere non è stata una giocata - la versione del moviolista di Mediaset -. La sua è stata una deviazione, per dar via a una nuova azione è necessario, ad esempio, che la prenda con le mani e poi gli cada. In sostanza non c'è stata alcuna fase di possesso da parte della Juventus".
Nessun dubbio al contrario dell'episodio che ha visto coinvolti Locatelli e Ghilardi al minuto 85: la palla calciata dal centrocampista finisce fra il braccio e il petto del difensore. Nell'occasione Marchetti non fischia il penalty e il Var dopo il check non procede con l'on field review. "L'episodio è molto dubbio, gli arbitri l'hanno interpretata in quel modo - ha spiegato Cesari -. Il regolamento parla chiaro: si assegna un rigore se il braccio è alto sopra la spalla, se aumenta il volume o se un calciatore, in scivolata, intervenendo aumenta anche qui il volume. Sono questi i tre casi. Non vedo confusione nel regolamento che però va applicato senza fare confusione".
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