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Thiago Motta-Conceiçao, destini incrociati: senza Champions perderanno la panchina

La posizione degli allenatori di Juventus e Milan è legata alla partecipazione o meno alla competizione europea più importante

27 Feb 2025 - 12:57
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Non sono storicamente club da grandi rivoluzioni, eppure negli ultimi anni Juventus e Milan si sono ritrovate costrette a cambiare progetto tecnico con una frequenza che era più consona ad altre società. I bianconeri, negli ultimi cinque anni, hanno alternato in panchina quattro allenatori. I rossoneri, nello stesso periodo, tre. Il bilancio, però, potrebbe aumentare per entrambe al termine di questa stagione. Thiago Motta e Conceiçao si giocano le rispettive panchine nella corsa a un posto nella prossima Champions

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L'allenatore bianconero ha un paio di vantaggi: il contratto e il fatto di trovarsi già al quarto posto in classifica. L'accordo con la Juventus è per tre stagioni con un ingaggio di circa 3,5 milioni all'anno più bonus. Difficile rescinderlo dopo un solo anno ma è chiaro che, persa la Supercoppa Italiana, uscito dalla Champions ai playoff e fuori dalla Coppa Italia per mano dell'Empoli dopo una prestazione indecorosa, il minimo che gli si possa chiedere è di conquistare l'Europa che conta al termine del suo primo anno a Torino. Un anno che, obiettivamente, è stato deludente anche dal punto di vista dell'acquisizione dei suoi concetti da parte del gruppo. La Juve non ha mai dato modo, se non in rare occasioni, di mostrare delle idee precise, un gioco convincente e recepito dal gruppo. L'alibi del primo anno non basterà comunque a salvarlo se non chiuderà nel modo migliore questa stagione.

Per Conceiçao il discorso è diverso. Innanzitutto il contratto, che prevede un accordo con il Milan fino al 2026 con la clausola, però, che consente alla società rossonera di rescinderlo alla fine di questa stagione, senza dover versare nulla all'allenatore portoghese. Il Milan, poi, è più lontano in classifica e raggiungere il posto Champions è oggettivamente complicato vista la concorrenza e il fatto che, a differenza dell'anno scorso, è quasi certo che i posti siano quattro e non cinque. Certo, eliminare l'Inter nel derby di Coppa Italia per poi andare ad alzare il trofeo, che sarebbe il secondo dopo la Supercoppa di inizio gennaio, potrebbe anche essere un biglietto da visita importante per la conferma, ma è altrettanto chiaro che stare fuori dalla Champions sarebbe un colpo troppo duro da digerire per la società. Talmente duro da costringere l'allenatore a fare le valigie. 

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