L'argentino ha raccontato la sua personale sfida contro il club bianconero
di Marco CangelliMatias Soulé è probabilmente il nuovo faro della Roma dopo l'infortunio al ginocchio subito da Paulo Dybala. Il talento argentino dovrà dimostrare di valere questo ruolo nel corso della sfida contro la Juventus, un confronto con un passato ancora troppo recente per Soulé, ma che non sembra pesare su di lui.
"Per me questa è una partita speciale, sono stato cinque anni alla Juve. La Next Gen mi ha aiutato molto, giocando in Serie C sono molto migliorato fisicamente e tecnicamente - ha spiegato l'attaccante sudamericano in un'intervista a Calciomercato.com -. Quando giocavo in prestito a Frosinone, ero di proprietà della Juventus e pensavo di tornare in bianconero. Durante il mercato di gennaio comunicarono che mi dovevano vendere per incassare soldi, forse a una squadra araba. Quella trattativa non si è concretizzata, ma quando sono partito per il ritiro estivo sapevo già che sarei dovuto andare via".
Insomma, Soulé sapeva già qual era il suo destino, eppure per quelle poche settimane trascorse sotto la guida di Thiago Motta, aveva trovato un ottimo feeling tanto da colpirlo particolarmente in occasione dell'esonero: "Thiago Motta scherzava molto con me e mi diceva di rimanere, ma sapeva la situazione. Ha deluso le aspettative? Non se lo aspettava nessuno, anche per quello che aveva fatto al Bologna, ma il calcio è così".
Dietro il passaggio alla Roma c'è però lo zampino di Daniele De Rossi, allenatore dei giallorossi all'inizio della stagione. Un rapporto che è durato troppo poco, ma che lo ha cambiato così come quello con Claudio Ranieri che sta guidando il club nella corsa alla Champions League.
"Ho parlato con De Rossi e con i Friedkin, mi hanno convinto. Avevo capito dalla prima chiamata che sarei venuto qui. De Rossi può ricordare vagamente Di Francesco, ma anche Ranieri e Allegri si somigliano sotto certi aspetti: nelle capacità di farci tirare fuori la grinta e la cattiveria che servono per vincere le partite - ha sottolineato Soulé -. Ranieri mi ha aiutato tanto, lo ringrazio. Mi lascia libertà, negli ultimi metri, di puntare l'avversario e vedere la porta. Ha cambiato l'aria che si respira, il mister ha dato tranquillità e fiducia. Preferisco partire da destra, mi ritengo un'ala libera".
Adesso però concentrazione sul finale di stagione e soprattutto in vista della sfida con la Juventus durante la quale proverà a dimostrare di valere la conferma alla Roma, anche per giocare nuovamente insieme al suo idolo Dybala.
"Giocare con Dybala era un sogno che avevo da piccolo. I miei idoli erano Paulo, Aguero e Tevez. Mi ha aiutato: abbiamo una bella amicizia, trascorriamo tanto tempo insieme. A fine stagione sarò soddisfatto se farò più gol possibili per aiutare la squadra, ma sarebbe più importante arrivare in Champions. Mancano otto finali, dobbiamo fare punti, il nostro obiettivo è tornarci. Se la Roma ci andasse e la Juve no, sarebbe una piccola vendetta? No, non ho vendette da prendermi e ora penso solo alla Roma. Se domenica segno, esulto? Non ci ho ancora pensato. Normalmente, non esulto. Scambierò la maglia con Nico Gonzalez".