Il fenomeno catalano rivive il "triello" con Walmsley e Bouillard nella prima delle quattro tappe italiane di UTMB World Series
di Stefano Gatti© Alessandro Moretti
Non si è ancora spenta - tra le colline del toscane - l'eco una epica edizione di Chianti Ultra Trail by UTMB. Lungo le mura dei suoi castelli, tra le viuzze dei suo borghi medievali e i filari del vigneti si respira ancora (molto malinconicamente per chi ci è stato) il profumo della sfida leggendaria tra Kilian Jornet, Jim Walmsley e Vincent Bouillard. Senza nulla togliere al vincitore statunitense e al promettente talento francese, nulla ha potuto rivaleggiare con l’aura (da leggenda appunto) che ha circondato il trentasettenne fenomeno catalano nella sua trasferta-lampo in Italia, letteralmente preso d’assalto dai suoi estimatori e neanche per un metro senza qualcuno al suo fianco lungo l’itinerario di Ultra Trail Chianti Castles: uno spettacolo nello spettacolo!
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Appena rientrato in Norvegia, dove la compagna Emelie lo attendeva con la loro terza figlia appena venuta al mondo, Kilian ha trovato il tempo per concedere un’intervista post-gara a Maurizio Torri, direttore responsabile di sportdimontagna.com che l’ha inserita come servizio d’apertura nella più recente puntata di SdM News, online ogni martedì. Un bel colpo per Maurizio, amico di SportMediaset, a coronamento di un fine settimana che lo ha visto apprezzatissimo (e instancabile) commentatore live di Chianti Ultra Trail by UTMB 2025 insieme al pluricampione del mondo di corsa in montagna Marco De Gasperi. Immediata da parte nostra la richieta di pubblicare l’intervista nella quale Kilian ripercorre il suo frenetico primo weekend di primavera avanti e indietro tra colline toscane e fiordi norvegesi, per poi lanciarsi in avanti verso il suo prossimo (e principale) obiettivo stagionale.
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(Per gentile concessione di Maurizio Torri/Sportdimontagna)
“Al Chianti è andata molto bene! Il mio obiettivo era guadagnarmi il golden ticket per la Western States. Da questo punto di vista missione compiuta, ma fino al giovedì prima della gara non ero nemmeno sicuro di poter venire in Italia per via dell’imminente parto della mia compagnia Emelie. Mi sono assicurato che fosse tutto a posto prima di partire e sono stato via solo un giorno e mezzo! Quindi non ero sicuro di cosa avrei potuto fare in gara. Fisicamente mi sono trovato bene. In salita andavo forte, sul piano e in discesa avevo un po’ di dolore al TFL (il muscolo tensore della fascia lata, situato nella parte laterale dell'osso iliaco, ndr) che nelle ultime settimane mi ha dato dei problemi.
© Lorenzo Orlandi
Dal chilometro trenta o quaranta ho iniziato a sentire male. Quando Walmsley è scattato gli sono andato dietro in salita ma poi sul piano ho visto che non ce la facevo, il dolore era troppo forte. Allora mi sono detto: no no, il mio obiettivo principale è il golden ticket. A quel punto ho rallentato e ho continuato a correre: quando Vincent Bouillard mi ha ripreso siamo andati via insieme. Io spingevo un po’ di più in salita, lui mi andava via in discesa e siamo andati avanti così fino alla fine.
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A cinque chilometri dal traguardo Vincent mi ha proposto di giocarcela fino all’arrivo. Lui ha provato cinque o sei volte ad allungare in discesa e sul piano, poi io ho provato sull’ultima salita e mi è andata bene. Comunque è bello giocarsela così fino alla fine! Adesso un po’ di riposo e poi si parte con la preparazione per la “Western”. Jim è fortissimo su quel tipo di percorso, va molto bene. Là è a casa sua e sarà ancora più in forma. È la gara ideale per lui.
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Quanto a Vincent, è stato un piacere conoscerlo in gara. Mi ha raccontato che la prima gara trail che ha fatto è stata la Tromso Skyrace (in Norvegia, in passato organizzata proprio da Kilian, ndr). Mi ha fatto piacere fare dei chilometri insieme a lui. È un bravissimo ragazzo e un atleta molto forte: credo che abbia un gran futuro davanti. Per quanto mi riguarda ora un po’ di riposo, magari qualche gara minore qui in Norvegia e poi… appuntamento alla Western States!”
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