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Maranello-Modena sola andata: lo spettacolo della Mezza Maratona d'Italia

Il racconto di un fine settimana a metà... strada (e pista) tra running e motorsport nella terra della Ferrari

di Stefano Gatti
05 Apr 2025 - 14:49
 © Brooks Running Press Office

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Nella corsa è la gabbia di partenza, nel motorsport è la griglia di partenza. La prima "imprigiona" prima del via, sulla seconda la temperatura sale altissima prima dello scatto al semaforo. Può però succedere che le due modalità si sovrappongano. Come è capitato a noi nel corso del mese di marzo, in occasione di due gare agonistiche running ambientate in altrettanti contesti dall’anima racing. Al via (è il caso di dirlo) dall’Autodromo di Monza la seconda domenica del mese (il 9) con il “diecimila” Run For Life, il mese che segna il passaggio dall’inverno alla primavera si è per noi chiuso domenica 30 con la Mezza Maratona Memorial Enzo Ferrari da Maranello a Modena, con scenografico passaggio sulla Pista di Fiorano. Come dire… c’è corsa e corsa!

© Ferrari Press Office

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Quattro ruote in meno, tanto fiato in più da mettere sull’asfalto della “mezza” emiliana by Brooks scattata davanti al Museo Ferrari e al traguardo in pieno centro storico a Modena, davanti allo storico Palazzo Ducale, storica sede della prestigiosa (e quasi altrettanto storica) Accademia Militare. Un gemellaggio anomalo e assolutamente accattivante che mi convince - superata una controversa contrarietà medico-agonistica invernale - ad accettare un weekend in giallorosso (nel senso dei colori di Modena e della Ferrari stessa) da parte del brand di Seattle, partner tecnico della manifestazione che in buon sostanza - si riallaccia alla Maratona d’Italia, andata in scena dal 1988 al 2016, meglio nota come Maratona di Carpi il cui punto di partenza era ugualmente fissato a Maranello. Un’eredità impegnativa e infatti da perfezionare, causa alcune criticità logistiche (ampiamente superabili) lungo l’itinerario ma soprattutto al suo capolinea.

© Stefano Gatti

© Stefano Gatti

L’avventura inizia nella tarda mattinata della vigilia della gara (sabato 29) con il ritrovo del gruppo Brooks al Maranello Palace Hotel, per poi dirigerci alla spicciolata verso il centro cittadino e il Museo Ferrari che affaccia sul Via Alfredo Dino Ferrari, lo sfortunato primogenito di Enzo, fondatore della Casa del Cavallino Rampante. Inutile dire che - proprio in virtù del suo heritage sportivo-imprenditoriale - Maranello più che una cittadina (da diciassettemila abitanti) è un enorme parco tematico Ferrari. Vi mancavo da almeno vent’anni, se non di più e oggi più che mai confermo la mia prima impressione da giovane giornalista. Tutto qui parla di Ferrari ed è intitolato alla Ferrari e ai suoi piloti: vie, piazze e giardini. Pizzerie panifici e lavanderie. Non si scappa: il Cavallino Rampante è ovunque e solo qui puoi contare nell'arco di mezza giornata le Ferrari che vedi per strada tutto il resto dell’anno. Alla tematicità in questione ha contribuito grandemente la creazione del museo che ha allargato l’afflusso di turisti da ogni parte del mondo e ha un suo gemello in quello aperto a nord del centro storico di Modena, più specificatamente dedicato alle Ferrari stradali. A proposito, lanciando al comitato organizzatore di Master Group Sport in collaborazione con ASD La Fratellanza 1874 una proposta a mio modo di vedere suggestiva, chissà che non si possa in futuro varare un gemellaggio "museale", confermando il via dal Museo di Maranello ma spostando l'arrivo a quello modenese dalla caratteristica copertura gialla che riproduce il cofano di una Ferrari!

Tornando a noi, la giornata prefestiva è umida e piovosa ma le previsioni per l’indomani (race day) sono confortanti e promettenti. Oggi intanto, nessun problema: le attività predisposte da Brooks sono tutte indoor ma tutt’altro che riposanti.

© Brooks Running Press Office

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Entrati nel convention center del Museo, partiamo con il pranzo e con un momento corporate che ruota intorno alla filosofia Brooks e alla presentazione della nuova Hyperion Elite 4 PB che molti di noi “monteranno” ai piedi nella mezza maratona e nelle due prove non competitive da dieci e cinque chilometri che - a differenza della 21K di sola andata Maranello-Modena - compiono un itinerario ad anello sul territorio comunale di Maranello e su quello di Fiorano Modenese. Da Marco Trimboli (Sales Manager Brooks Italia), da Martina Fogagnolo (Marketing Manager Italia) e soprattutto da Francesco Caroni (Key Account Manager&Product Champion) arrivano anche intriganti “spoiler” sulle prossime novità Brooks, al cui proposito però gli stessi Marco, Martina e Francesco ammoniscono noi giornalisti in prima fila a mantenere la lingua (e la tastiera) a freno fino al… momento giusto!

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Smaltita la parte istituzionale (ma molto interessante) del pomeriggio, da una sorta di passaggio segreto lasciamo l’ambiente riservato del centro congressi a quello ben più affollato, caldo e… brulicante di passione del museo vero e proprio. Siamo stati divisi in squadre da tre elementi per una vera e propria sfida da Formula Uno: virtuale ma non troppo. Per quanto mi riguarda, il mio team ha nell'attrice-showgirl italoamericana Justine Mattera il suo volto ed è completato dal triatleta Giulio Molinari. Gente famosa insomma, loro! Si parte con una simulazione di pit stop che - nell’impaccio generale - ci fa capire quanto nei Gran Premi del Mondiale la bravura dei meccanici addetti all’operazione cambio-gomme (in poco meno di due secondi) abbia un peso tutt’altro che indifferente sul risultato finale e quanto i meccanici stessi giochino un ruolo in certi casi decisivo, quasi quanto quello dei piloti. Nell’immagine qui sotto, Justine, io e Giulio proviamo a rubare qualche segreto alla squadra che ci precede nel pit stop. Inutile dire che - in proporzione all’originale da Gran Premio - i nostri tempi saranno… biblici!

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Il piatto forte del challenge è però senza ombra di dubbio la seduta al simulatore di guida della Formula Uno. Ci accomodiamo (per modo di dire) in posizione distesa sul fondo dell’abitacolo di una Ferrari di recentissimo disegno e di livrea attualissima, sponsors compresi. Mancano solo le ruote (okay, anche il motore o meglio la power unit) che sono invece riprodotte in modalità virtuale sullo schermo che - un paio di metri più in là della punta del muso della macchina - riproduce la nostra "performance".

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In perfetta divisa rosso Ferrari, la impeccabile Alessia ci fa accomodare nel cockpit e ci fornisce le ultime indicazioni prima che la giostra (perché di questo poi si tratta) abbia inizio. La pista che abbiamo davanti è quella - a me familiarissima - dell’Autodromo di Monza. Mangiando pane e Formula Uno da quasi quarant’anni (troppi!) non avrei problemi neanche con Suzuka, Silverstone o Spa-Francorchamps ma… Monza è Monza, non si discute. Poco avvezzo anzi zero ai videogiochi e alla playstation, decido di stare guardingo nel primo dei tre giri a disposizione ma il terzo e ultimo arriva troppo presto, proprio quando ci stavo prendendo gusto. Alessia mi richiama alla realtà (e fuori dall’abitacolo) e in men che non si dica la inflessibile Martina di Brooks arriva a prelevarmi per recarci prima alla conferenza stampa di presentazione della Mezza Maratona d’Italia Memorial Enzo Ferrari e poi al ritiro pettorale e annesso pacco-gara. Non resta che una sofisticata cena gourmet al cui termine… tutti a letto. E fu sera e fu mattina: domenica (per dirla con un nuovo riferimento alla Bibbia).

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Cielo sereno, aria frizzante ma temperatura (per quanto mi riguarda) in rapida risalita. Insieme all’amico e collega Rosario Palazzolo (direttore di Runner’s World Italia) risaliamo come salmoni la corrente delle gabbie di partenza di cui all’incipit di questo racconto per assistere in prima fila alla partenza della prima wave: quella dei toprunners. A fianco del gonfiabile di partenza, un cartello un po’ consumato dal tempo ricorda che proprio da qui (come detto sopra) prendeva il via la Maratona d’Italia Memorial Enzo Ferrari da Maranello a Carpi.

© Google Maps

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Poi iniziamo a percorrere a ritroso il serpentone “ingabbiato”, diretti al nostro settore che è contraddistinto dalla lettera E, in una sequenza che vede gli atleti élite al via dalla A. Entrambi infatti in sede di iscrizione eravamo stati un po'... indietro, indicando un tempo finisher nell'ordine dell'ora e quarantacinque minuti. Non appena però ci imbattiamo in un un paio di sezioni di transenne disallineate tra di loro, sfruttiamo l’occasione e pensiamo bene di imbucarci tra quelli forti, operando una sorta di upgrade unilaterale e di partire nel settore B. Non siamo stati di sicuro gli unici, a giudicare dalla “fauna” raggiunta e superata già nei primi chilometri.

© Ferrari Press Office

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L’avvio di gara è altamente motivazionale. Poche centinaia di metri dopo il via varchiamo il cancello della Pista di Fiorano, ne tocchiamo l’asfalto perfettamente regolare davanti al box ermeticamente sigillato e poi ne percorriamo le prime quattro curve. Mi viene in mente in quel momentoo che sono passati poco più di due mesi dai primi giri di ruote di sir Lewis Hamilton al volante di una Ferrari da Gran Premio.

© Ferrari Press Office

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Lasciata la pista, eccoci nel bel mezzo degli edifici della Scuderia Ferrari e - attraversata via Abetone Inferiore - varchiamo lo storico ingresso degli stabilimenti dai quali escono tutti i giorni le granturismo e le supercar di gran lunga più conosciute, amate e ammirate al mondo. La fatica non si sente: emozioni e passione qui dentro anestetizzano tutto il resto!

© Ferrari Press Office

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Lungo il viale che attraversa gli edifici che ospitano i vari reparti riceviamo l'incoraggiamento da alcuni dipendenti Ferrari, evidentemente in servizio nonostante la giornata festiva. Ai lati della strada (e della pista) in questo avvio di gara diverse Ferrari di oggi e di ieri, stradali e da corsa, compresa una Formula Uno parcheggiata dietro il box di Fiorano. Tutte comprensibilmente ben presidiate (per non dire guardate a vista) dalla security Ferrari e dalle Forze dell’Ordine.

© Ferrari Press Office

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Passiamo poi davanti al Maranello Palace Hotel che ci ospita questo fine settimana e mettiamo la barra su Modena, non senza un passaggio sul cavalcavia vista-pista (di Fiorano) sulla quale stanno ora correndo i colleghi scattati al via delle ultime waves (compresa la nostra…d'origine). Da questo punto in avanti (e in buona sostanza fino al traguardo) le continue svolte tra vie cittadine e reparti dello stabilimento lasciano il posto ad uno stradone quasi completamente dritto per dritto, a parte qualche altro cavalcavia sostanzialmente in discesa. Sì perché (per nostra fortuna, non lo nego), Maranello si trova alla base delle prime ondulazioni appenniniche (137 metri slm) mentre Modena, in direzione nord, è più di un centinaio di metri più in basso, praticamente a livello del mare (34 metri slm). Molto più dei ventidue metri al massimo (circa uno al chilometro) necessari perché una mezza sia da categoria A invece che B. Per non parlare del “criterio di separazione” che stabilisce che la distanza in linea d’aria tra partenza e arrivo non possa superare il cinquanta per cento della lunghezza del percorso (oltre quattordici tra Maranello e Modena, due terzi della distanza della mezza maratona). La prova odierna insomma è troppo in discesa e troppo dritta!

© Ferrari Press Office

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Tanta gente a fare il tifo per strada, soprattutto nei centri abitati che attraversiamo in sequenza, diretti al capoluogo di provincia: Ubersetto, Formigine e il suo bel centro storico, Casinalbo e Baggiovara. Siamo seimila circa sulla “mezza”, come la corrente di un grande fiume. Non è il mio tipo di gara. Preferisco quelle molto meno frequentate di sky e trailrunning, dove insegui magari per ore un singolo avversario o te ne difendi quando lo vedi due o tre curve del sentiero più in basso. Qui l’effetto-tapasciata che appiattisce la dinamica della competizione e il suo stesso spirito è inevitabile ma me lo faccio andare bene. 

© Ferrari Press Office

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Per concentrami e motivarmi meglio punto i dipendenti Ferrari in gara, contraddistinti da una maglietta rossa e gialla, i colori ufficiali della Casa di Maranello (rosso) e della città di Modena (giallo). Ogni volta che ne aggancio uno, cerco subito quello successivo. Ed è così che, ormai in vista di Modena, raggiungo e supero nientemeno che l’AD Ferrari, uno sportivissimo Benedetto Vigna, che riuscirò poi di precedere di sei minuti circa al traguardo di Piazza Roma. Alla periferia cittadina mi raggiunge invece (e mi sfila) il pacer con il palloncino dell’ora e quaranta minuti. Non ho però nelle gambe quel tempo e così - mentre lui allunga in progressione (come giustamente fanno quelli bravi) - io stringo i denti ma non mollo.

© Getty Images

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A conti fatti, chiuderò la mia gara con una sequenza di chilometri interamente compresa tra i quattro minuti e cinquanta secondi e i cinque minuti e cinque secondi al chilometro, realizzando un negative split (la seconda metà gara più veloce della prima) da una trentina di secondi circa: performance che non ha certo lo stesso valore di una analoga sulla distanza della maratona ma intanto mi dà soddisfazione. Contorniamo per metà del suo perimetro il centro storico (lungo Viale delle Rimembranze e Viale Martiri della Libertà), poi vi facciamo ingresso, allungando il passo quando davanti a noi - inquadrata dai portici di via Carlo Farini - appare la facciata del Palazzo Ducale. Ingresso in Piazza Roma, passaggio sotto l’arco del traguardo e meritata medaglia finisher al collo.

© Stefano Gatti

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Attendo Rosario in zona ristoro per una foto ricordo, poi via verso la lussuosa navetta che ci riporta in una ventina di minuti a Maranello per la doccia e un ricco pranzo a base di pasta e lasagne. Poco più di ventiquattr’ore dopo il mio arrivo a Maranello è già ora di rimettersi al volante (e non di una Formula Uno, anche se solo al simulatore) in direzione Milano. Ma vuoi mettere l’intensità running e racing di quest’ultimo doppio giro di orologio?

© Stefano Gatti

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