Il portacolori delle Fiamme Azzurre ha testato per primo il nuovo tracciato dedicato a bob, skeleton e slittino
di Marco Cangelli© afp
Dopo anni di attesa, speranze cancellate con un colpo di spugna e nuove prospettive riaccese in extremis, Mattia Gaspari ha potuto finalmente coronare il sogno di una vita: solcare il ghiaccio di Cortina d'Ampezzo in vista delle Olimpiadi Invernali 2026. Il portacolori delle Fiamme Azzurre è stato il primo ad affrontare la nuova "Eugenio Monti" che ospiterà le gare di bob, skeleton e slittino dando così ufficialmente il via ai test di pre-omologazione dell'impianto. Se è vero che sarà necessario lavorare ancora a fondo per metterla a punto nel migliore dei modi, Gaspari ha già avuto modo di percepire quelle emozioni che soltanto la pista di casa può offrirti rompendo letteralmente "il ghiaccio" e inaugurando così una struttura che ha rischiato di non vedere mai la luce.
Come si è sentito nell'affrontare per primo la nuova "Eugenio Monti"?
È stata una sensazione bellissima. Erano anni che aspettavo questo momento, ormai da tempo immemore. È stata una sensazione molto bella. Se devo esser sincero è stata una delle discese più importanti della mia carriera nonostante non sia arrivato nemmeno all'arrivo perché era tutto progettato affinché l'affrontassimo in sicurezza. La cosa più bella è stato vedere la gioia negli occhi di chi ha lavorato giorno e notte per la realizzazione di questo impianto e che finalmente ce l'ha fatta.
Ha avuto paura che la pista non venisse realizzata?
Ho avuto un po' di timore che le gare olimpiche fossero spostate all'estero, ma per fortuna qualcuno ha voluto che si facessero in Italia. Più che realizzare una nuova pista, è un rinnovamento di qualcosa che era presente anche in passato visto che settantacinque anni fa l'impianto era già attivo. Vivendo in un paese montano, i lavori sono stati tutt'altro che semplici considerato intemperie, tempi strettissimi e quant'altro. Io mi sono fidato di quello che mi veniva detto dalle maestranze, ma fino a due mesi fa non ero sicuro. Ci ho creduto perché sono loro gli esperti del mestiere e sapevano quello che stavano facendo. Alla fine hanno avuto ragione loro e ce l'hanno fatta. Il fatto di conoscere una squadra e creare un team di lavoro con le persone giuste è stato fondamentale per la buona uscita della pista.
Quali sono i segreti di questa pista?
Oggi, come da protocollo di Federazione, siamo arrivati fino alla curva numero 3, mentre domani partiremo dalla cima. Chiaramente ci sono un po' di cose da sistemare nel ghiaccio, perché più volte passano le persone, più si può capire quali punti vanno migliorati. Sicuramente sarà una pista con tratti tecnici perché ci sono diversi punti dove puoi far la differenza; ma anche un tracciato particolarmente veloce perché ci sono tanti spazi con una grande pendenza. Io mi auguro che sia più tecnica di quanto pensi perché sarebbe a mio vantaggio, ma sarà sicuramente impegnativa.
Com'è stata la sensazione dei suoi colleghi che l'hanno provata?
Belle, perché dopo oltre trent'anni dalla costruzione della pista di La Plagne, in Europa arriva finalmente un impianto nuovo. Chiaramente le altre hanno subito degli interventi di miglioramento, ma questa è la più nuova e per questo rimane un fiore all'occhiello per i nostri sport. Sono tutti contenti ed entusiasti perchè avresti quattro gare nel giro di due ore ciascuna.
Quanto può aiutare questa pista a far crescere gli sport del budello in Italia?
È fondamentale ed essenziale, altrimenti le nostre discipline si troverebbero in grande difficoltà. Va inoltre ricordato che non è a esclusivo utilizzo di bob, skeleton e slittino, ma si possono fare molte più cose. Si può affrontare la discesa con dei gommoni, con dei tumbaghi con i pattini come in Francia o con dei badili come in Lettonia e che permetterebbe ai più piccoli di avvicinarsi ai nostri sport divertendosi.
Cosa occorre per ottenere l'omologazione dal CIO?
Noi finiremo sabato i test di pre-omologazione che servono per capire le potenzialità che questa pista può offrire. Poi chiaramente andranno sistemate alcune parti delle strutture come i tetti, nel frattempo noi daremo dei consigli per migliorare la tenuta del ghiaccio e permettere al tracciato di esser sfruttato al meglio.
Cosa si aspetta dalle Olimpiadi davanti al suo pubblico?
La medaglia sarebbe il fiore all'occhiello della mia carriera, ma sicuramente mi aspetto di far una grande prestazione davanti ai miei concittadini, amici e parenti.