E' morto, a Roma dove era nato il 3 maggio 1938, Mario Sanino, docente di Diritto amministrativo all'Università La Sapienza di Roma, considerato un luminare nella sua materia. E' stato tra i fondatori del diritto sportivo italiano ed era Vice Presidente della Commissione di Garanzia degli organi di giustizia, di controllo e tutela dell'etica sportiva presso il CONI. Sanino si era laureato in Giurisprudenza all' Università di Roma "La Sapienza" ed ha insegnato "Istituzioni di Diritto Pubblico" all'Università di Venezia "Ca' Foscari" e poi all' Università di Bologna e "Ordinamento Professionale e Deontologia" alla LUISS - Libera Università degli Studi Sociali Guido Carli di Roma. Docente di "Giustizia Amministrativa" alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, dal 1988 al 1993 è stato componente del Consiglio Nazionale Forense dove è stato Consigliere Segretario. Ha ricoperto numerosi incarichi anche in ambito federale: tra gli altri, è stato componente della Corte Federale di Appello della Federazione Italiana Giuoco Calcio e Presidente della Terza Sezione giudicante della stessa Corte, Presidente della Commissione Tecnica di Controllo delle Società Professionistiche della Federazione Italiana Pallacanestro e Presidente e Componente della Commissione Disciplinare Nazionale della FIP. Il Presidente del CONI Giovanni Malagò, "profondamente addolorato", ha espresso "il cordoglio dello sport italiano alla famiglia del professore". Il Coni ne ha anche commemorato la scomparsa con una lunga nota pubblicata sul proprio sito. Sanino era impegnato anche nella controversia giudiziaria che opponeva i 'Comitati No acciaieria' friulani alla Danieli di Buttrio (Udine). E a ricordarlo oggi è stato proprio un suo collega, l'avvocato Carlo Monai, partecipe della vertenza: "Ci siamo visti ieri al termine dell'udienza e ci siamo salutati abbracciandoci e sperando in un buon esito. Non ha fatto in tempo a conoscere l'esito, pubblicato oggi, che ci ha dato ragione. Non è riuscito a festeggiarlo ma è stata la sua ultima, importante vittoria - ha concluso - la lascia in eredità simbolica ai ai 21.974 cittadine e cittadini della nostra Regione, trascurati dai più ma oggi, anche grazie a lui, riscattati dalla rassegnazione di dover essere sudditi".