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Sinner, Binaghi: "Una vergognosa ingiustizia ma così finisce un incubo"

Il presidente della Fitp: "Questo accordo tra le due parti certifica l'innocenza di Jannik, la sua assoluta non colpevolezza"

15 Feb 2025 - 15:41
 © Getty Images

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"È la prima volta che una vergognosa ingiustizia ci rende felici perché il primo pensiero è per il ragazzo che vede finire un incubo". Così il presidente della Fitp Angelo Binaghi commentando l'accordo tra Jannik Sinner e Wada. "Questo accordo tra le due parti certifica l'innocenza di Jannik, la sua assoluta non colpevolezza, e gli consente finalmente di rasserenarsi e pianificare il suo futuro con un grande rientro agli Internazionali BNL d'Italia a Roma dove tutta l'Italia lo accoglierà come merita", ha aggiunto. E ancora: "Resta il rammarico per tutto quello che ha dovuto passare e per tutto il tempo che Jannik ha dovuto trascorrere con questo macigno. Se non altro, questo sarà forse l'ultimo grande errore della Wada che, come sappiamo, ha già deciso di cambiare le regole che hanno costretto Jannik ad accettare un compromesso che anche se non riconosce alcuna sua responsabilità è veramente ingiusto", ha concluso Binaghi.

PANATTA: "PER SINNER BREVE PAUSA, RIENTRERA' COMPETITIVO"
"Per Jannik si tratterà di una breve pausa, poi rientrerà competitivo". E' l'opinione dell'ex tennista italiano Adriano Panatta ai microfoni di Rainews 24 a proposito della sospensione per tre mesi di Jannik Sinner. "È la scelta più pratica, evita di fargli saltare la stagione intera. Perderà qualche torneo, ma i più importanti, Roma, Roland Garros e Wimbledon potrà giocarli. La trovo sempre un'ingiustizia, ma almeno si toglie di mezzo questo pensiero che da troppo tempo aveva nella testa. La Wada - conclude Panatta - ha voluto imporsi per dire noi esistiamo, per cui il principio della responsabilità oggettiva è stato ribadito, ma ho sempre detto che Sinner non c'entrava niente".

DONATI: "WADA MINATA DA SCANDALI, ABBAIANO PER SALVARSI"
"Io avevo previsto che la Wada avrebbe abbaiato per poi trovare una soluzione per non mettersi in guai ulteriori". Lo ha detto Sandro Donati, ex allenatore di Alex Schwazer, commentando a LaPresse l'accordo raggiunto tra Jannik Sinner e la Wada per il caso Clostebol. "La Wada era in grande imbarazzo, in una situazione contraddittoria e molto esposta perché per la stessa sostanza, per quantitativi irrilevanti di Clostebol, sono stati squalificati tanti atleti. Chiaro che da una parte c'erano queste persone squalificate anche per più di due anni - ha aggiunto - dall'altra un tennista forte e potente dal punto di vista mediatico come Sinner che giustamente ha difeso la propria posizione perché ai fini del doping era irrilevante. Rischiavano di essere trascinati in una tribunale vero, non di quelli sportivi, e potevano esser guai". "È una Wada minata da altri scandali, l'attacco della Navratilova è emblematico così come la posizione degli Usa che hanno ritirato i loro fondi con la motivazione per l'occhio di riguardo, a loro avviso, della Wada per i nuotatori cinesi", ha ricordato Donati. "Ci sono casi inaccettabili, di positività microscopiche che loro trasformano in positività e poi negli anni abbiamo visto scandali come quello in Russia, dove gli atleti venivano dopati direttamente dal sistema statale, o lo scandalo Operacion Puerto in Spagna, lo scandalo Balco negli Usa". "Ma io stesso, quando ero un loro consulente, esaminai un database gigantesco dal quale risultava che su migliaia di atleti con valori anomali, con il silenzioso avallo della Wada, non venivano effettuati approfondimenti", ha detto Donati.

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