L'ex nuotatore ha parlato in merito al trattamento ricevuto dopo la squalifica per tentato utilizzo di sostanza vietate
di Marco Cangelli© Getty Images
"Sinner ha probabilmente avuto un trattamento particolare: il martedì la positività, il mercoledì la sentenza mentre io ho dovuto aspettare ben sette anni. Ho pianto un mese…". Lo sfogo amaro è di Filippo Magnini, ex campione del mondo di nuoto che in passato ha dovuto far i conti con alcuni problemi legati al doping.
Squalificato nel 2018 per tentato uso di sostanze vietate dal regolamento antidoping, il fuoriclasse marchigiano ha dovuto attendere due anni prima di esser prosciolto da ogni accusa. Una situazione che lo ha ferito e che lo ha lasciato perplesso in merito al trattamento ricevuto dal 23enne di Sesto Pusteria, fermato per tre mesi dalla WADA dopo la positività al Clostebol.
"È veramente un fenomeno, un campione e ha fatto appassionare tanti, tante generazioni, ma i titoli di giornale sono stati tutti a suo favore, cioè la stampa l’ha protetto molto, ma è giusto perché è un campione… Io sono stato massacrato - ha sottolineato l'ex nuotatore in una puntata del podcast MVP Most Valuable -. Sono invidioso del trattamento particolare che ha ricevuto lui, ma sono anche contento di come lo stanno trattando e questo potrebbe essere uno dei primi casi che fa vedere le cose più a favore degli atleti soprattutto quando ci sono casi veramente ridicoli che non stanno né in cielo né in terra. Bisogna evitare la gogna mediatica fin dal momento zero, quando non si sa ancora nulla“.