Il tennista altoatesino parla prima di Wimbledon: "Da quando ho iniziato a conoscere come funziona la mia testa mi sento meglio in campo"
C'è grande attesa per l'esordio di Jannik Sinner a Wimbledon, e il tennista azzurro si confida a l'Equipe spiegando come è migliorato il suo approccio negli ultimi mesi: "Da quando ho iniziato a conoscere come funziona la mia testa, mi sono sentito meglio in campo. Quando giochi 60 partite a stagione e il più piccolo dettaglio ti dà fastidio, sarà difficile restare concentrato al 100% il giorno dopo. Bisogna avere sempre la faccia da poker, anche quando le cose non vanno bene. Ci sono momenti di rabbia ma dall'altra parte c'è un avversario che ti guarda e non puoi dargli informazioni che alzino il suo livello. Resta comunque possibile coinvolgere il pubblico o gridare dopo un lungo scambio".
Sinner si racconta anche a livello umano: "Spero che la gente mi veda anche attraverso ciò che trasmetto come persona, non solo per i miei successi sportivi. Se piace come sono, bene. Se no, va bene lo stesso. Non cambierò per estranei che mi criticano, diverso se la critica venisse da qualcuno del mio ambiente".
In questo discorso rientra pure l'atipicità, per un 22enne, del modo di usare i social network, dove appare poco: "Non rappresentano la vita reale, preferisco vivere senza. Se domani posto una foto con un grande sorriso ma in un momento in cui sto male, tutto ciò che penseranno gli altri è che sono sempre felice e questo è sbagliato. Non ho bisogno di leggere ciò che le persone scrivono su di me".